*** “SUBURRA” IN ONDA SU RAIDUE DAL 15 FEBBRAIO, CENSURATA.

Il direttore di RaiDue Carlo Freccero annuncia al nostro magazine l’arrivo sugli schermi della serie con Alessandro Borghi e ammette che ci saranno due tagli. “Non è censura – dichiara – perché l’opera è coprodotta dalla Rai”.

Dopo una lunga attesa fatta di rinvii, sospetti e silenzi, la prima stagione della serie su Mafia Capitale sbarca finalmente in chiaro sugli schermi di RaiDue. È il direttore della rete Carlo Freccero ad annunciarlo a Serial Times:

Suburra andrà in onda da Febbraio alle 21,20” ci dice Freccero.

Già, da venerdì 15, per l’esattezza, ma in che versione?

Carlo Freccero, direttore di RaiDue

Nei mesi scorsi, visto il successo ottenuto da “Suburra” su Netflix e il ritardo nell’annuncio della sua programmazione sulla Rai (che ne è coproduttrice), erano sorti sospetti. Anche perché ci si aspettava che la Rai la mandasse in onda prima che Netflix ne diffondesse la seconda stagione, il 22 Febbraio. Una voce parlava di imbarazzo ai piani alti della TV di Stato per via di alcune situazioni scabrose presentate nella serie. In particolare, la figura di un Cardinale amico del boss Samurai e una scena in cui un alto prelato va con una prostituta. Secondo una nostra fonte anonima, la Rai avrebbe tentennato nella messa in onda di “Suburra” per il timore di subire vibranti proteste dal Vaticano. Altre voci invece parlavano di possibili interventi censori sulle scene più esplicite di sesso e violenza. D’obbligo quindi, la domanda a Freccero:

D. “Suburra” andrà in onda in versione integrale?

Freccero: “No, ci saranno due tagli”

Quali tagli?

Freccero: “Uno riguarda la scena iniziale del primo episodio, l’altro non ricordo”

Si tratta di scene di sesso o violenza?

Freccero: “Adesso non le saprei dire”

Ha a che vedere con scene che riguardano il personaggio del Cardinale Cosimo Giunti o del Monsignore Theodosiou?

Freccero (innervosito): “No. Quello che le posso dire è che non c’è alcun problema di censura perché la serie è coprodotta dalla Rai”.

Ebbene, la scena iniziale della serie è proprio quella in cui vediamo il personaggio del Monsignore Theodosiou uscire dal Vaticano per recarsi in un bordello e prendere parte ad un’orgia, con annesso uso di cocaina, prima di stramazzare al suolo svenuto.

È davvero singolare che il vulcanico direttore di RaiDue dopo essersi appena esibito in una manifestazione di liberalità e anticonformismo mandando in onda in prima serata la versione integrale dello scandaloso film di Bertolucci “Ultimo Tango a Parigi”, avalli ora una censura nei confronti di un’opera italiana contemporanea. E che giustifichi questa censura (come vogliamo chiamarla?) con una frase sibillina che suona come un “la serie è mia e ne faccio ciò che voglio”. C’è da chiedersi cosa avrebbe fatto di “Ultimo Tango a Parigi”, se ne fosse stato il produttore, nel 1972. Tanto più che gli autori di “Suburra” non sono stati messi al corrente di questi interventi. Michele Placido, regista principale della serie, cade dalle nuvole:

“Non so nulla – ci dice Placido – Come regista, penso che avrebbero dovuto consultarmi prima di intervenire sull’opera. Non penso che facciano una cosa così di nascosto”.

E l’altro taglio? Chissà. Non rimane che aspettare la messa in onda per confrontare le dichiarazioni enunciate con la realtà e fare le dovute considerazioni.

Stay Tuned.

Sergio Gamberale

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