TUTTI A LEZIONE DI “SEX EDUCATION”

La serie britannica di Netflix racconta le debolezze e le paure dei millennials. Con il sesso come spia per comprendere problemi più profondi.

La prima volta che hai provato a fare un pompino hai vomitato sul pene del tuo ragazzo? Ce l’hai troppo grosso e, diciamo così, addormentato? Ti piace fare sesso ma non arrivi all’happy end? No problem: se sei uno studente del liceo della provincia inglese in cui si svolge “Sex Education”, ci pensa lui. Lui è Otis (Asa Butterfield), un sedicenne timido che a forza di sentire sua madre sessuologa dialogare con i pazienti, ne ha carpito i segreti del mestiere. Così, insieme alla scafata compagna Maeve (Emma Mackey), organizza un servizio di consulenza sessuale per i tanti compagni con problemi intimi. Lei procura i clienti e Otis, nascosto nei bagni di una palestra in disuso, li tratta. Tu paghi e racconti, lui incassa e dà consigli. Alla fine il problema si risolve. E Maeve si mette in tasca il 50%.

Emma Mackey e Asa Butterfield in “Sex Education”

Il giochino funziona. Nel senso che dai racconti dei ragazzi, oltre a qualche sterlina per Otis e Maeve, salta fuori ciò che l’ideatrice della serie, la debuttante Laurie Nunn, aveva veramente nel mirino: i problemi affettivi e relazionali degli adolescenti. Il sesso insomma, funziona come porta di ingresso per entrare nel cuore e nell’anima di una generazione. E’ l’occasione anche per approfondire il carattere di alcuni dei personaggi tipici del genere commedia liceale. Così ad esempio il bullo violento Adam (Connor Swindels) scopre di essere vittima della personalità soffocante e repressiva del padre, che è anche il Preside della scuola. Mentre la “troietta” affamata di sesso Aimee (Aimee Lou Wood), realizza che ai suoi uomini, oltre a dare, può anche chiedere.

Ma al centro della vicenda sono loro, Otis e Maeve. Una coppia che non vuole saperne di diventarlo. Il ragazzo normale e quella fuori dagli schemi. Lui, figlio di psicologi separati, è costretto a subire le castrazioni che gli derivano dalla convivenza con l’invadente e fin troppo liberale mamma (Gillian Anderson, ex “X Files” e tra poco in “The Crown 4”). Non ha mai avuto una ragazza. E neanche un orgasmo. Lei, stuzzicante e misteriosa orfana di fatto, vive da sola in una roulotte e nasconde la vergogna per la sua condizione in un rapporto di puro sesso con lo sportivo e altolocato Jackson (Kedar Williams-Stirling), pupazzo nelle mani di due mamme. Che siano innamorati l’uno dell’altra è evidente a tutti tranne che a loro. O forse sono loro che non vogliono accorgersene, preferendo affrontare l’uno la propria verginità, l’altra la propria solitudine senza troppi coinvolgimenti.

Otis e Maeve

“Sex Education” seguirebbe la strada piatta della solita commedia romantica, un po’ malinconica e un po’ amara, se non ci fosse l’elemento di rottura costituito da Eric. L’amico gay di Otis, interpretato da un brillante e profondo Ncuti Gatwa, accende i colori di questa serie con la sua simpatia contagiosa, le uscite esplosive, il suo carattere vivace come i colori delle sue mises. Il personaggio più simpatico e il miglior attore della serie, cui non si negano un bel rapporto con la numerosa famiglia di immigrati, una sorpresa sentimentale e uno sviluppo traumatico.

Ncuti Gatwa nei panni di Eric

Non solo per lui l’intreccio di “Sex Education” vira decisamente sul drammatico. Il gioco di andare in profondità nei personaggi e nelle relazioni familiari, affettive e di amicizia porta con sé un incupimento progressivo dell’atmosfera della serie. Ci sarà anche uno scandalo con giallo, per via della foto di una vagina diffusa via social network a tutti gli studenti da qualcuno che minaccia di rivelare a chi appartenga. Frizioni, litigi, allontanamenti. Molti dei nodi verranno al pettine durante la solita festa da ballo di fine anno scolastico che chiude la stagione. E molti casi, sentimentali e non, rimangono aperti in attesa della prevedibile seconda.

Gillian Anderson in “Sex Education”

Bisogna aspettare qualche puntata per apprezzare “Sex Education”. Il tempo necessario a scoprire che la veste da teen comedy di ambiente liceale è solo una maschera. Gli autori e Netflix hanno voluto in un certo senso indorare la pillola. Come per mettere a loro agio e rassicurare gli adolescenti a cui si rivolgono toccando temi molto delicati, intimi, socialmente esplosivi. Le debolezze di ogni ragazzo e ragazza, i suoi desideri, la difficoltà di vivere in una comunità con pregiudizi e tutto quanto il resto. Il tutto in un bel mosaico di personaggi ognuno con il proprio spessore. Per dire, a te adolescente di oggi, che dietro la maschera, il profilo, i silenzi di un tuo coetaneo, ci sono fremiti e paure uguali ai tuoi.

GUARDA il trailer di “Sex Education” (ITA E ENG).

GUARDA “Sex Education” in streaming su Netflix.

Sergio Gamberale

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