UNA COLTELLATA AL RALENTI: “SHARP OBJECTS”

Camille Preaker, cronista di nera reduce da un soggiorno in clinica psichiatrica per atti di autolesionismo, viene spedita dal suo direttore nella natia Saint Louis a seguire un caso oscuro e inquietante: il rapimento e l’uccisione di due bambine, forse opera di un unico serial killer. Lei non lo sa, ma l’inchiesta che sta per svolgere sarà una coltellata al cuore. Metaforica eppure ancor più profonda di quei tagli che si è inferta da sola, per una vita. Eppure liberatoria, risolutiva di un malessere nascosto, introiettato fin dall’infanzia, culmine di un processo di scoperta delle radici del proprio male.

Amy Adams in “Sharp Objects”

Tenace quanto timorosa, la fragile Camille avanza con i suoi antichi dolori in questa ricerca della verità che è contemporaneamente un flash back della sua infanzia e adolescenza. Anche contro il parere della madre Adora. Forse consapevole che quelle cicatrici sulla sua pelle sono il segno di un lungo training, quasi un vaccino, che le permetterà di evitare di morire per il colpo di un’altra lama, la più lunga e tagliente di tutte, in arrivo nel suo petto. Così “Sharp Objects”, la miniserie che Marti Noxon ha tratto dal romanzo di Gillian Flynn “Sulla Pelle”, è in fondo un lungo ralenti di questa coltellata. Di come Camille (Amy Adams) si prepari a riceverla; di come ne veda la traiettoria solcare l’aria davanti a sé; di come offra la sua pelle martoriata al colpo finale.

Eliza Scanlen

In controtendenza rispetto a gran parte delle serie, “Sharp Objects” non cerca sviluppi orizzontali in trame parallele o personaggi secondari. Certo, non manca il love affair, ma le figure centrali rimangono quelle della madre Adora (Patricia Clarkson) e della sorellastra Amma (Eliza Scanlen). Fedele alla radice romanzesca, resta sulla via principale e scava in profondità. Non a caso a dirigerla è stato chiamato Jean-Marc Vallée, lo stesso regista di “Big Little Lies”, altra miniserie di stampo e stile cinematografico, altra storia di disvelamento femminile raccontata con sensibilità e pathos. Solo che mentre lì si parlava di una piccola grande guerra tra sessi, qui il conflitto è tutto interno al mondo femminile.

Patricia Clarkson, Eliza Scanlen e Amy Adams

Scritta con sensibilità e senza accademia, girata con classe e stile, recitata con passione e misura, “Sharp Objects” è una delle migliori miniserie drammatiche in circolazione. Inquietante e tesa fino all’ultimo frame che rivela un’ulteriore colpo inferto alla protagonista e sembra annunciare una seconda serie, che invece non ci sarà. Su Sky.

Sergio Gamberale

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