AMORI E MISTERI A “RIVERDALE”

Teen drama intrisa nel giallo, “Riverdale” si è imposta all’attenzione del pubblico più giovane per l’intreccio sentimentale e l’atmosfera di mistero ben orchestrate dall’autore Roberto Aguirre-Sacasa, che ha adattato per lo schermo i fumetti della casa editrice di cui è direttore creativo. Vediamo di chi si tratta.

Il tipo in primo piano è Archie Andrews (J. K. Apa), liceale del secondo anno. Ama giocatore a football e sogna di diventare cantautore, mentre suo padre Fred (Luke Perry) lo vorrebbe nella ditta di costruzioni di famiglia. Betty Cooper (Lily Reinhart), la deliziosa biondina dietro di lui, lo ama segretamente da sempre, ma non è ricambiata. Ha una passione per il giornalismo che condivide con quel moretto dall’aria misteriosa in fondo a sinistra, Jughead (Cole Sprouse), il migliore amico di Archie, quello intelligente e dalla battuta sarcastica. In più, a far crollare le speranze di Betty ecco apparire sulla scena l’altra, quella a destra, la sofisticata e determinata newyorkese Ronnie Lodge (Veronica Mendes), una che sa cosa vuole e vuole Archie.

Tutto procederebbe secondo i dettami del genere college story se non fosse che proprio all’inizio dell’anno scolastico accade il fatto destinato a sconvolgere la vita di questa media cittadina americana: la sparizione misteriosa di Jason, alunno del liceo e leader della sua squadra di football. Un trauma intorno a cui ruoterà tutta la serie, in un conflitto sempre più stringente tra chi cerca la verità e chi tenta di nasconderla. Stop.

Riverdale” è una specie di incrocio tra “Beverly Hills 90210” e “Twin Peaks“: un romantico racconto di formazione in un mistery dai toni dark. Non a caso nel cast troviamo la star del primo, Luke Perry (nei panni del padre di Archie)

Luke Perry

e la diabolica Shelley di David Lynch, Madchen Amick (in quelli della velenosissima madre del ragazzo scomparso).

Madchen Amick

Proprio il casting, del resto, sembra essere uno dei principali punti di forza del film. Tanti giovani attori belli e bravi, in personaggi credibili e accattivanti, rendono “Riverdale” godibile, pop corn alla mano, per il pubblico dei diciottenni e non solo.

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