IL MALEDETTO JEFF IN UN WEST SENZA DIO

Niente da fare. Settimane ormai che l’hai vista. Hai provato anche a buttare giù qualche pensiero, ma niente. Di “Godless” non ti torna in mente che lui. Quella faccia da pazzo, quello sguardo sporco e ardito, quel profeta del male che è Jeff Daniels nei panni di Frank Griffin.

Jeff Daniels in “Godless”

Anzi ti pare, ripensando alla serie ideata da Steven Soderbergh e Scott Frank, che tutto questo gran bel western, che dimostra di conoscere sia John Ford che Tarantino, passando per Howard Hawks e Leone; tutto questo cavalcare nelle praterie, domare cavalli, roteare le colt, irrompere nei saloon, assaltare treni, sparare, eccetera eccetera, sia stato messo lì solo per lui. Come un abito da classicissimo western cucito addosso a uno spietato mattatore.

Frank Griffin non è un cattivo qualunque, infatti. Mefistofelico capo di una banda di rapinatori senza scrupoli, Frank ha subito un tradimento. Roy Goode (Jack O’Connel), il bambino che lui aveva risparmiato nella strage della sua famiglia e allevato come un figlio; dopo aver condiviso per un po’ la vita avventurosa e criminale del padre, lo ha all’improvviso lasciato, scappando con la refurtiva di un colpo. Oltraggio. Quindi vendetta!

Ora, hai voglia a seguire il percorso di Roy, alla ricerca della sua perduta innocenza in un paese popolato quasi esclusivamente da donne. È Frank il motore della storia. Jeff poi, gli dà una forza incredibile. Ne fa un’icona del male da includere nella lista dei nichilisti memorabili dello schermo accanto al colonnello Kurtz di Marlon Brando. Mette polvere da sparo in ogni battuta. Veleno in ogni moto d’istinto che fa scaldare il suo Winchester. Ed è a lui che spettano i toni più cupi e memorabili della serie.

Jeff Daniels in “Godless”

“Dio? Quale Dio? Non sapete dove vi trovate. Non c’è nessuno lassù a vegliare su voi e i vostri figli. Questa è la terra delle lame e dei fucili. È un paese senza Dio” sentenzia con diabolico furore Jeff, nei panni di Frank. E per tutti i sette episodi, trecentosessanta minuti totali, sei lì a vedere se quel terribile bandito avrà o no il suo “Mezzogiorno di fuoco”.

Ci vogliono spalle quadrate per sostenere una parte così. Spalle che Jeff ha forgiato in anni di repliche a Broadway o con il teatro da lui fondato nel Michigan dopo aver raggiunto il successo sugli schermi con “La Rosa purpurea del Cairo” di Woody Allen. Talento e sudore glieli leggi sul volto, a Daniels, ogni volta che “Godless” ci onora di una sua posa.

Jeff Daniels con Meryl Streep in “The Hours”

Mestiere, certo. Come potrebbe non averne uno che in carriera ha retto alla grande il confronto sia con la divina Meryl Streep nel drammatico “The Hours”, che con il genio comico Jim Carrey nel demenziale “Scemo e più scemo”? Grande fascino, anche. Tanto da rendere credibile quel “Qualcosa di travolgente” con Melanie Griffith. Ma soprattutto, qualità decisiva nell’interpretare Frank, la grinta nell’ira, la credibilità nel furore che ha mostrato nei panni di Sculley, nello “Steve Jobs” di Danny Boyle.

Jeff Daniels con Jim Carrey in “Scemo e più scemo”

Ci voleva un attore della classe di Jeff Daniels, insomma, per rendere credibile quel mondo selvaggio e spietato di “Godless”. Per colorare col giusto nero profondo ogni sentimento affidato ai proiettili che esplodono a centinaia in questo West. Per raccontare quel buio dell’anima che si nasconde dietro la civiltà.

Sergio Gamberale

http://Guarda “Godless” su Netflix https://www.netflix.com/title/80097141?s=i&trkid=13752289

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