“MINDHUNTER”: NELL’INFERNO DELLA MENTE CRIMINALE

La luce naturale è un pallido riflesso. I colori sopravvivono a stento. Oltrepassi cancelli che si richiudono pesantemente dietro di te. Anime in pena ti riversano addosso i versi indistinti della loro sofferenza. Sei piccolo piccolo, mentre avanzi in quel campo profondo circondato da muri e reti. Ci sei. Un tavolo e poche sedie. Aspetti. Non è ancora l’inferno.

Johnatan Groff e Holt McCallany

Quello sta per arrivare, oscuro e minaccioso come tutti gli inferni, nascosto nella mente selvaggia di un feroce assassino. Potrai cercare di scorgerlo. Accendere una lampada e tentare di orientarti nella devastazione. Non è detto che ci riesca. Potresti perdere la bussola ed essere risucchiato dalla vertigine. Sconfitto dal male. Dannato anche tu.

Tu sei Holden Ford (Johnatan Groff), un agente dell’FBI, e stai indagando sul caso dei casi. Stai cercando di scoprire cioè se nella mente di chi uccide senza un motivo apparente ci sia una parvenza di logica, per quanto perversa, da poter analizzare. Un qualche meccanismo psichico che renda possibile interpretare i moventi psicologici di altri assassini, in modo da poterli individuare e arrestare. Non è una passeggiata di salute, questo è chiaro.

Holt McCallany

Intanto ti trovi nel bel mezzo degli anni settanta e il fenomeno degli omicidi senza movente è appena scoppiato. E poi, sei poco più di un pivello e di esperienza sul campo ne hai davvero poca. Fortuna che accanto hai il più navigato Bill Tench (Holt McCallany), uno che di studio sulle menti criminali ci vive. Un ottimo Virgilio, per i tuoi primi passi nelle tenebre. Con lui, puoi spingerti oltre. Addentrarti nel grande mistero. Registrare, prendere nota, verificare.

Dove arriverai non posso dirtelo. Se giungerai o no a sfiorare il confine più profondo del male. Se l’esperienza ti trasformerà e come. Se il viaggio nell’abisso porterà i frutti previsti. Ma incontrerai molte difficoltà. Rischierai forte. E tornerai, questo sì. Racconterai la tua avventura in un libro che ispirerà storie di fantasia (“Il Silenzio degli Innocenti”), prima di diventare una serie Tv. Perché il Dante sei tu. Sei una persona vera. E “Mindhunter” (libro di John E. Douglas e Mark Olshaker) è la tua vera storia. Per niente divina e tutt’altro che commedia. Una storia che non finirà in una stagione (già in produzione la seconda) e che avvincerà senza furbate, inquieterà senza scene raccapriccianti, intratterrà senza addolcire troppo; ma attirerà con immagini spoglie e regia sopraffina (la manina di David Fincher c’è e si apprezza), affascinerà con interpreti stupendi (Holt McCallany, fichissimo!) e convincerà mettendo in primo piano la parola. Per offrire le più belle scene di interrogatori mai viste e diventare la madre di tutte le storie sui serial killers.

Sergio Gamberale

 

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