NON RIMPIANGEREMO “SENSE8”

Sembrerebbe una roba molto complicata. Risonanza limbica, comunicazione primordiale, misteriosi legami ancestrali o chissà cosa. Invece si tratta solo di otto stupidissime palle di flipper giocate tutte insieme. Bailamme, scontri fragorosi, scampanellio furibondo. E tu lì, a inebetirti davanti a questo chiasso come neanche il più compulsivo dei ragazzini alla playstation.

La similitudine non è buttata lì a caso. “Sense8” deve avere un suo effetto stupefacente con tanto di conseguente dipendenza, visto che in centinaia di migliaia hanno firmato una specie di petizione on line per chiedere a Netflix di continuare a produrlo. E non ditemi, vi prego, che qualcuno di questi abbia espresso in tale modo affetto o attaccamento verso uno solo dei “senzienti” al centro dell’intreccio. Se ci mettiamo a osservare una alla volta le palle che si scontrano nel flipper, ciò che vediamo è il trionfo della banalità.

Un poliziotto dal cuore d’oro che salva un giovane gangster; una blogger transessuale rifiutata dalla famiglia; un attore in ascesa che tenta di nascondere la sua omosessualità. E via di questo passo. Plasticaccia riciclata.
Così come usatissimo sicurissimo è lo stratagemma con cui Lana e Lilly Wachowski, che con J. Michael Straczynski hanno creato la serie, hanno voluto tenere alti i battiti cardiaci dei loro spettatori: il mistero. Qui declinato attraverso una fantascientifica trovata a base di empatia e connessioni telepatiche e sorretto dalla presenza di due indecifrabili burattinai nei panni del bene e del male.

Così, senza neanche sognarsi di essere David Lynch e di saper coinvolgere ed emozionare con le sole suggestioni, gli autori di “Sense8” hanno finito per spacciare effetti sorpresa e cliché. Ad una piazza che, evidentemente, aveva voglia di farsi mandare in pappa in cervello. Ora però il giochino è finito. Costava troppo, dicono.
Di certo non piangeremo a lungo questo lutto. E non solo perché la fine di “Sense8” appartiene alla normalità delle cose. In fondo, otto palle giocate insieme vanno sempre in buca prima di quelle giocate una per volta. Ma anche perché le strade sono piene di zombie in crisi di astinenza e agli incroci gli spacciatori di robaccia non mancano mai. Quindi, finito questo, un altro giochino psichedelico arriverà.

Sergio Gamberale

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